Pordenone – l’antica Portus Naonis
Le radici di Pordenone affondano nelle acque del Noncello, l’antico fiume Naone che ne battezzò la nascita come Portus Naonis. Sorta come porto fluviale strategico, la città crebbe grazie ai commerci che legavano le montagne friulane alla Laguna di Venezia. Per secoli fu un’orgogliosa "isola imperiale" sotto il dominio degli Asburgo, prima di accogliere l'eleganza della Serenissima nel 1508. Il Rinascimento vi lasciò un’impronta indelebile grazie al genio di Giovanni Antonio de Sacchis, il pittore "Il Pordenone". Sotto Venezia, i suoi corsi si trasformarono in una sfilata di palazzi affrescati, meritandole il nome di "Città Dipinta". L'Ottocento portò con sé il ritmo operoso dell'industria tessile, trasformando la città in un polo d'eccellenza per l'intero Nord-Est. Le acque del fiume, un tempo via di commercio, divennero allora fonte di energia per i grandi cotonifici e la ceramica Galvani. Oggi Pordenone fonde armoniosamente questo passato industriale con una vivacità culturale moderna e cosmopolita. Tra portici medievali e festival internazionali, la città ha saputo preservare un'anima raffinata e un'ospitalità autentica. Questo lungo cammino, fatto di arte e ingegno, l'ha condotta oggi al prestigioso traguardo di Capitale Italiana della Cultura 2027.
Villa Manin a Passariano di Codroipo
Con i suoi 8.500 metri quadrati di saloni, corridoi, affreschi ed edifici storici, immersi in diciotto ettari di parco paesaggistico all'inglese, è una delle più grandi ville venete in Italia, sorta nella pianura friulana. La villa ospita numerose mostre d'arte, oltre a concerti ed eventi durante la stagione estiva. Proprio qui, nel 1797, fu firmato il Trattato di Campoformio tra Napoleone Bonaparte, gli austriaci e Lodovico IV Manin (l'ultimo doge di Venezia), atto che pose fine alla storia secolare della Repubblica della Serenissima.
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